Un viaggio avventuroso in cui si avrà modo di partecipare al Festival delle aquile reali che si tiene annualmente in una natura straordinaria nella provincia di Bayan-Ulgii. Questa festa della minoranza etnica kazaka, la sola che pratica ancora la tradizione della caccia con i rapaci, è uno degli eventi più affascinanti della Mongolia. E poi il Deserto dei Gobi, Ulaanbaatar, Kharkhorin che noi conosciamo come Karakorum, o forse solo supponiamo perché, più che realtà geografiche, sono luoghi dell’immaginario collettivo che ognuno si porta nella memoria, ricollegati ai viaggi di Marco Polo e alle gesta di Gengis Khan.

Ulaanbaatar, P. N. Hustain Nuruu, Kharkhorin, Monastero Ongiin Khiid, Bajanzag (Flaming
Cliffs), Deserto dei Gobi, Dune di sabbia Khongoriin Els, P. N. Gurvan Saihan, Baga Gazryn
Chuluu, Bayan Ulgii

PARTENZA 17 giorni/15 notti da Roma in  pensione completa con Accompagnatore Dogmatours
INCLUSO
  • Volo di linea a/r da Roma via Istanbul
  • voli nazionali da Ulaanbaatar per Ulgii e ritorno, e dal Deserto dei Gobi a Ulaanbaatar, inclusa
    franchigia bagaglio 20 Kg;
  • tasse aeroportuali
  • trasferimenti aeroporto/hotel/aeroporto;
  • trasferimenti, tour ed escursioni, come da programma con minivan riservato per tutto il tour
    (4WD minivan russi tipo UAZ 452 durante il Festival delle aquile, minivan giapponesi tipo
    Mitsubishi Delica nel Deserto dei Gobi; 6 passeggeri possono occupare il minivan russo + il
    conducente. Ci saranno 3 minivan per 15 partecipanti. 4 passeggeri possono occupare il
    minivan giapponese + il conducente.
  • 3 notti Hotel 4*, 8 pernottamenti in ger doppie e singole in campi selezionati,
  • 3 pernottamenti in ger doppie e singole nei pressi del Festival;
  • trattamento di pensione completa;
  • guida parlante italiano;
  • entrate ai Parchi Nazionali indicate nel programma;
  • entrata al Festival delle aquile;
  • un’ora di passeggiata a dorso di cammello nel Deserto dei Gobi;
  • entrate ai Parchi Nazionali indicati nel programma;
  • una bottiglia da 1 litro di acqua minerale al giorno a persona;
  • assicurazione medico bagaglio
  • Assicurazione medico sanitaria
  • Accompagnatore Dogmatours
NON INCLUSO
  • Mance
  • assicurazione annullamento viaggi
  • Visto d’ingresso in Mongolia 100 euro
  • bevande
  • extra di natura personale e quanto non indicato nella voce la quota comprende”.

 

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Giorno 1: SEDE/ROMA/ISTANBUL

Incontro dei partecipanti con il Tour leader  in aeroporto a Roma e partenza per la Mongolia via Istanbul

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Giorno 2: ISTANBUK/ULAANBAATAR

. Pasti e pernottamento a bordo. Arrivo a Ulaanbaatar Buyant alle ore 11:05. Incontro con la guida parlante italiano e trasferimento in Hotel 4*. Nel pomeriggio visita della città. Il cuore di Ulaanbaatar è costituito dalla piazza Sukhbaatar, vasta due volte la Piazza Rossa moscovita, che prende il nome dall’eroe della rivoluzione. Gran parte della città si estende da est a ovest lungo il corso principale, chiamato Enkh Taivny Orgon Choloo o più semplicemente Peace Avenue, che sfocia nella piazza. Visita del Museo Nazionale della Storia Mongola. Offre una panoramica generale sulla storia e sulle differenti etnie della Mongolia dall’era preistorica fino al XX secolo. La sala preistorica spiega le diverse età con utensili e copie di dipinti rupestri e di abitazioni dell’epoca. La sezione etnografica è sicuramente la più interessante del museo. Un’intera sala è dedicata a costumi e cappelli tipici di ciascuna etnia mongola, compresi ornamenti femminili (pettini d’argento con pietre semi-preziose, orecchini, decorazioni per acconciature). Il museo possiede inoltre una discreta quantità di antichi costumi da guerriero, armi e dipinti che risalgono all’epoca del Grande Impero Mongolo di Gengis Khan. Vi sono numerosi oggetti di uso quotidiano di pietra, giochi tradizionali, strumenti musicali, prodotti artigianali e utensili da cucina.
L’ultima sezione è dedicata alla storia recente del paese e raccoglie documenti del XX secolo. Si sale infine al Memoriale sulla collina Zaisan situato a sud di Ulaanbaatar, eretto nel 50° anniversario della rivoluzione comunista per commemorare i soldati sovietici e mongoli morti nella seconda guerra mondiale nella lotta contro il Giappone e la Germania nazista. Accanto alla monumentale statua del soldato, un mosaico su un grande pannello circolare in cemento armato illustra il tema dell’amicizia tra i mongoli e i popoli sovietici. Al centro di una grande ciotola di granito arde una fiamma eterna. Coloro che salgono i 300 gradini saranno premiati con una bella vista panoramica della capitale, del fiume Tuul e della campagna circostante. Nelle vicinanze un’enorme statua dorata di Buddha. Pernottamento in Hotel. Pensione completa. 

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Giorno 3: ULAANBAATAR/PARCO NAZIONALE HUSTAIN NURUU

Visita al Monastero Gandantegchinleng, la sede del buddismo in Mongolia. La cultura nomade della Mongolia è infatti un intreccio fra una ricca tradizione tibetana buddista con le pratiche sciamaniche antiche ancora evidenti. Anche se i monasteri buddisti sono stati distrutti o convertiti in musei durante le purghe staliniste del 1930, il Monastero Gandantegchinleng ha continuato ad operare come un “fiore all’occhiello” per i funzionari governativi. Infatti, nonostante gli sforzi del governo per sopprimere il buddismo e le altre credenze religiose, la spiritualità della Mongolia non è andata perduta e una ripresa significativa del buddismo ha avuto inizio nel 1990, quando la Mongolia è diventata una democrazia. In tutto il paese i monasteri hanno aperto ancora le porte ai fedeli e i pochi lama che sono sopravvissuti alle purghe stanno formando una nuova generazione di monaci. Il monastero è stato ricostruito e rinnovato. Era arrivato ad ospitare oltre diecimila monaci, mentre oggi ve ne risiedono 150. Uno dei templi ospita la più alta statua del Buddha in piedi in Asia centrale e orientale, alta 25 metri, dorata in oro zecchino e vestita di seta e pietre preziose, la Megjid Janraisag, la versione mongola di Avalokiteśvara, il bodhisattva della compassione, “il signore che guarda in tutte le direzioni”. Gli intricati tetti dei monasteri quali il Chenrezig recentemente ristrutturato e i templi Kalachakra, testimoniano della tecnica artistica perfezionata nei secoli e trasmessa di generazione in generazione. I ciottoli dei monasteri di Gandantegchilen, Dashchoilon Khiid, e Choijing Lama, quest’ultimo trasformato in un museo, potrebbero raccontare le storie fin dai primi insediamenti a partire dal 17° secolo. Si arriva presto al monastero per assistere alle preghiere e alle cerimonie del mattino. Oltre a visitare i templi e le zone circostanti si apprenderà la storia del monastero con descrizioni dettagliate delle immagini, delle statue e degli oggetti di rilievo e si scopriranno i progetti attualmente in corso a Gandan. Ci potrà essere l’opportunità di incontrare l’Hamba Lama e i lama più importanti che vivono nel monastero. Si raggiunge il Monastero Choijin Lama, dove si trova una vasta raccolta di 108 maschere utilizzate per la danza cerimoniale Cham. Partenza per il Parco Nazionale Hustain nella provincia (“aimag”) di Tuv, il cui nome significa “montagna delle betulle” dove si potranno osservare nel loro habitat naturale i cavalli selvaggi Takhi, il cavallo di Przewalski anche noto come pony della Mongolia, parente più prossimo tra
quelli attualmente esistenti del cavallo domestico, simbolo della nazione, ma a rischio estinzione. Il panorama offerto dalla steppa spazia dalla prateria alla foresta. Il momento migliore per i visitatori

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Giorno 4: KHARKHORIN

Dopo la prima colazione, partenza per Kharkhorin, che Gengis Khan iniziò a costruire come capitale dell’impero mongolo nel 1220 nella valle di Orkhon e suo figlio Ogodei completò nel 1235. Per 140 anni Kharkhorin fu la capitale del Regno delle tribù mongole fino alla sua distruzione da parte delle truppe cinesi nel 1391, quando il nuovo Kubilai Khan decise di spostare a Pechino il centro dell’Impero mongolo. Della capitale che si trovava all’incrocio della Via della Seta restano estesi beni archeologici sotterranei e due tartarughe di granito poste una volta sul cancello principale della città. Quattro di queste statue raffiguranti una tartaruga erano utilizzate per indicare i confini dell’antica Kharkhorin e proteggerla in quanto le tartarughe venivano considerate simboli dell’eternità. Nel 1586 Erdene Zuu, il primo monastero, dopo l’introduzione e la diffusione in Mongolia del buddismo tibetano, venne costruito sulle rovine della capitale del 13° secolo.Nel pomeriggio inizia l’esplorazione di Kharkhorim e del monastero circondato da un muro di 400 metri e con 108 stupa, numero sacro per il buddismo, come il numero dei grani del rosario buddista, 25 per ogni lato e 2 per ogni angolo. Quando era all’apice il monastero era composto da
più di 60 templi e ospitava 5000 monaci. Il tempo e la storia non sono stati clementi, ma si possono ancora rinvenire le tracce del suo antico splendore e intuire quale sia stato il ricco passato religioso e culturale della Mongolia. Il monumento Maanit con una iscrizione in turco fu eretto nel 731 a.C. nel mezzo delle steppe di Uvurkhangai. Pensione completa. Pernottamento nelle ger.

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Giorno 5:MONASTERO ONGIIN KHIID

Dopo la prima colazione inizieremo il nostro viaggio via terra verso sud passando dal monastero Ongiin Khiid. Nel pomeriggio, raggiungeremo le rovine del monastero che si trova sulla punta settentrionale del deserto del Gobi. Il monastero Ongiin Khiid anticamente chiamato la “Perla del Gobi,” era un crocevia della Via della Seta per le carovane di cammelli in Asia centrale. E’ l’unico monastero su nove sopravvissuto alle purghe staliniste attraverso la trasformazione in magazzino e negozio. Venne poi riaperto nel 1990 e fu visitato dall’attuale Dalai Lama nel 1992. Nel monastero restaurato per commemorare la prima visita in assoluto del Dalai Lama in Mongolia vivevano una volta 500 lama. Pensione completa. Pernottamento nelle ger sulle rive del fiume Ongi.

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Giorno 6:BAJANZAG/FLAMING CLIFFS

Dopo la prima colazione si raggiunge la zona di Bajanzag. Qui nel 1921 il paleontologo naturalista Roy Chapman Andrews rinvenne i primi resti fossili e le prime uova di dinosauro. Tra gli altri rinvenimenti va annoverato l’esemplare di un Velociraptor, ora esposto nel Museo di Storia Naturale di Ulaanbaatar. E’ anche nota con il soprannome inglese Flaming cliffs, che si deve al vivido colore fiammeggiante che le formazioni rocciose assumono al tramonto e gli fu dato dall’esploratore statunitense. Da allora si sono succedute negli ultimi 80 anni spedizioni di paleontologi provenienti da molti paesi, tra cui Polonia, Giappone e Russia. Ogni anno la pioggia e il vento fanno emergere altri fossili e ogni estate vengono fatte nuove scoperte. Pensione completa. Pernottamento nelle ger  

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Giorno 7: DESERTO DEI GOBI/DUNE DI SABBIA KHONGORIIN ELS

Dopo la prima colazione, ci dirigeremo a sud ovest verso le altissime dune di Khongoryn Els, depositi di sabbia che si estendono per oltre 100 Km e sono stati portati dal vento tra le vette da secoli di tempeste. Conosciute anche come il Duut Mankhan, “le dune che cantano”, dai suoni intriganti che il vento produce scorrendo nei loro anfratti e spostandone la sabbia che crolla in piccole valanghe, si stagliano con i loro sinuosi e luminosi profili contro le rocce scure delle montagne e la piana desertica tutt’intorno. Ai piedi delle dune scorre un fiume sacro dove i nomadi portano le loro greggi di capre cashmere e di cavalli ad abbeverarsi. Qui potremo scalare la duna più alta che raggiunge in altezza 800 m. formando il più grande accumulo di sabbia nel Deserto dei Gobi e ha permesso alla località di Umnugovi di vincere nel 2008 nella classifica di meta più avventurosa del National Geographic Adventure. Visiteremo poi una famiglia di pastori dove si potrà provare a cavalcare il famoso cammello a due gobbe (Camelus bactrianus). Pensione completa. Pernottamento nelle ger..  

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Giorno 8: PARCO NAZIONALE GURVAN SAIHAN

Dopo la prima colazione ci dirigeremo al Parco Nazionale Gurvan Saihan. Deve il suo nome alle montagne Gurvan Saihan, “le tre bellezze del Gobi”, le tre vette più alte della catena del Gobi-Altai: Baruun Saihan “la bellissima occidentale”, Dund Saihan, “la bella centrale”, Zuun Saihan, la “bella orientale”. La più alta di queste tre vette è la “bella orientale” che raggiunge i 2846 m. E’ area protetta dal 1965 ma solo dal 1993 ha raggiunto l’attuale estensione includendo i territori delle dune di sabbia di Khongor, così come i preziosi siti paleontologici di Nemegt, Khermen Tsav, e il fiume di Zulganai. Visiteremo il canyon del Ghiacciaio Yollin Am. Si estende per 27 milioni di ettari ed è quindi il più grande parco nazionale del paese. Vi crescono più di 620 specie di piante endemiche dell’Asia centrale. Il parco ospita anche molti animali: gazzelle della Mongolia, gazzelle subgutturose, onagri, stambecchi, mufloni, l’argali siberiano, capre selvatiche, e il leopardo delle nevi. Ci sono 52 specie di mammiferi di cui otto sono specie protette. Pensione completa. Pernottamento nelle ger.

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Giorno 9:DESERTO DEI GOBI/BAGA GAZRYN CHULUU

Dopo la prima colazione, ripartiremo in direzione nord per tornare a Ulaanbaatar. Ci si ferma per la
notte nella provincia centrale del Gobi, a Baga Gazryn Chuluu. Pensione completa. Pernottamento
nelle ger.

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Giorno 10: BAGA GAZRYN CHULUU/ULAANBAATAR

Dopo la prima colazione, ripartiremo per rientrare nella capitale. All’arrivo trasferimento al Best
Western Premier Tuushin Hotel 4*. Si visita il Museo di Storia Naturale che illustra la fauna, la
flora e la geologia del paese. La sezione paleontologica ospita interessanti reperti di dinosauro
portati alla luce nei giacimenti fossili del Gobi, tra cui lo scheletro completo di un gigantesco
Tarbosauro e un Velociraptor. La giornata finisce in uno dei più grandi mercati all’aperto del
mondo, Narantuul, con più di 250 venditori che vendono tutto sotto il sole. Pensione completa.
Pernottamento in hotel. . 

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Giorno 11: JINGHONG

Dopo la prima colazione in hotel, partenza per la verde valle di Ganlangba dove visiteremo un tipico villaggio Dai con le caratteristiche pagode buddhiste e le case tradizionali in legno di bambù. I villaggi Dai sorgono in mezzo alla foresta tropicale nel bacino del fiume Ganlan, tra palme da cocco, manghi, alberi di jackfruit, palme di betel, spiree ed altri fiori e piante tropicali. In questi giorni, la popolazione locale festeggia il Songkran (Capodanno Tai), sarà quindi possibile assistere anche ai festeggiamenti. Pranzo in ristorante. Partenza alla volta del Giardino Botanico di Menglun. A bordo di una comoda golf car esploreremo le foreste vergini dove abbondano enormi alberi di jackfruit, orchidee colorate, lillà, frangipani, zenzero, palme e bougainville tra paesaggi mozzafiato. Rientro in hotel per la cena ed il pernottamento.

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Giorno 12: ULAANBAATAR/BAYAN-ULGII

Dopo la prima colazione trasferimento in aeroporto per il volo a Ulgii, la capitale della provincia di Bayan-Ulgii.

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Giorno 13:BAYAN/ULGII

Dopo la prima colazione breve giro per scoprire la città e visitare il suo mercato con la possibilità di acquistare oggetti del famoso artigianato kazako tra cui i tappeti. Visita al museo della provincia. Nel pomeriggio sessione privata di fotografia con un cacciatore con l’aquila al nostro campo.
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Giorno 14:FESTIVAL DELLE AQUILE REALI

Per due giorni, assisteremo al magnifico Festival delle aquile reali. Il festival inizia con una sfilata dei cacciatori che fanno il loro ingresso nel campo centrale mostrando le loro aquile al pubblico. L’abilità delle aquile viene poi verificata facendo loro spiccare il volo dalla cima di una rupe per misurare la velocità impiegata per atterrare sulle braccia dei loro proprietari quando vengono chiamate. Assisteremo anche ad una tradizionale gara di tiro alla fune chiamata kukbar, nella quale si gareggia stando sui cavalli. Uno dei momenti salienti del festival sarà la gara di tiro con l’arco nella quale i concorrenti di etnia urianhaj metteranno in campo la loro abilità con gli archi della tradizione mongola rimasti gli stessi dal 13° secolo. Pensione completa. Pernottamento nelle ger.
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Giorno 15:ULGII/ULAANBAATAR

Dopo la colazione trasferimento in aeroporto per il volo di ritorno a Ulaanbaatar. All’arrivo trasferimento al Best Western Premier Tuushin Hotel 4*. si giunge al Museo d’Inverno Bodg Khaan. È il più importante monumento della Mongolia dal punto di vista storico e architettonico. Il complesso è costituito da 7 templi e 20 porte di dimensioni diverse. I templi sono stati costruiti tra il 1893 e il 1903 per l’ottavo Bogd Jivsundamba. Pochi anni più tardi è stato costruito il palazzo d’inverno in stile europeo. Poiché l’imperatore Manchu non gradiva che lo stile del palazzo non rispecchiasse la sua religione, furono aggiunti ornamenti buddisti al tetto e fiori di loto dipinti sui muri. Il Bogd Khan era considerato il “re santo”, perciò non solo governava, ma rappresentava anche la fede. Insieme alla regina trascorse in questo palazzo 20 inverni. Attualmente il museo conserva intatte le stanze così com’erano a quei tempi con mobili, suppellettili, strumenti musicali e oggetti usati nelle cerimonie religiose appartenenti al Bogd Khan e a sua moglie: troni, costumi con ricami d’oro o pelliccia di volpe, vasi preziosi, l’acconciatura della regina per le grandi
occasioni, una gher ricoperta di ben 150 pelli di leopardo. All’interno dei templi si potranno ammirare una stupenda collezione di dipinti, tankha (pitture su tessuto) e sculture che risalgono al 17° secolo e arrivano al 20°. In serata ci si reca a teatro per assistere allo spettacolo del Mongolian National Song and Dance Academic Ensemble. Pernottamento in Hotel. Pensione completa.
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Giorno 16:ULAANBAATAR/ISTANBUL /ITALIA

Prima colazione e trasferimento in aeroporto in tempo utile per il volo di rientro in Italia via Istanbul. Pasti e pernottamento a bordo.
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Giorno 17:ISTANBUL/ROMA

Arrivo a Roma Fco, ritiro dei bagagli e FINE DEI SERVIZI

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