KAZAKISTAN: il magico deserto del MANGYSTAU

Un luogo unico dalle forme  ardite e policromie naturali in uno spazio sconosciuto

dal 18.09 al 27.09 da Roma e Milano con Accompagnatore Dogmatours

A bordo di veicoli 4 x 4 andiamo alla scoperta del magnifico deserto fatato del Mangystau  immergendosi tra i vasti orizzonti di spazi disabitati con un itinerario che porta in tutti i luoghi più affascinanti, incontrando suggestive gole, canyon, laghi salati, pinnacoli rocciosi e falesie modellate dai venti e dall’erosione, dove le armoniose stratificazioni, spesso colorate, creano un insieme unico al mondo, a tratti fiabesco. Sul percorso si scoprono moschee rupestri ed antichi cimiteri, e si incontrano i pastori nomadi kazaki. Soggiorneremo in  campi mobili ben allestiti e due campi fissi di yurte, godendo nel modo più bello anche di incantevoli notti stellate. Esplorando gli spazi e le forme policrome del Mangystau viene naturale chiedersi se si fosse emersi su di un nuovo pianeta, dai contorni ambientali che esulano da ogni nostro canone conosciuto. GRUPPO COMPOSTO DA MAX 09 PAX 

 

PROGRAMMA DI VIAGGIO

 

Venerdì 18 Settembre Roma/Milano- Aktau

Incontro dei partecipanti con l’accompagnatore e partenza con volo di linea per Aktau come da seguente operativo voli:

OPERATIVO IN VIA DI DEFINIZIONE

Pasti e pernottamento a bordo.

 

Sabato 19 settembre  Arrivo ad Aktau

L’arrivo ad Aktau e early check in in hotel , dove si avranno subito a disposizione le camere per qualche ora di riposo e si fa colazione. Aktau, il cui nome significa “montagne bianche”, è il centro urbano ed amministrativo della regione nonché l’unico porto del Kazakistan, affacciato sul Mar Caspio. La città è relativamente moderna, nata nel 1958 in epoca sovietica come insediamento per l’estrazione dell’uranio, e diventata successivamente un luogo di attrazione turistica per i kazaki. Si iniziano le visite della città con la Piazza Yntymak, dove nel monumento della Grande Guerra Patriottica, dedicato ai caduti della Seconda guerra mondiale, brucia una fiamma eterna, e si osserva il vecchio, e unico, faro, posto sul tetto di un edificio residenziale. Si prosegue per il monumento alla Caravella di Colombo e la Cattedrale Ortodossa dell’Annunciazione. Dopo un pranzo sul lungomare, nel pomeriggio si visita il colorato bazar locale, dove la gente del luogo commercia oggetti di ogni tipo, dai tessuti agli strumenti musicali, passando dalle culle tradizionali agli oggetti di uso comune. Addentrandosi nella zona gastronomica del mercato si ha la possibilità di assaggiare alcune delizie locali, come infiniti tipi di frutta secca, miele, formaggi ed il tipico latte di cavalla, o cammella, fermentato. Si prosegue quindi con la visita del Museo Locale, dove si scopre il profondo legame tra il nostro paese ed il Kazakistan tramite la Via della Seta. Si conclude la giornata con una piacevole e rilassante passeggiata sul sentiero del lungomare del Mar Caspio, prima di recarsi per la cena in un ristorante tipico.

Domenica 20 settembre Aktau – Zhygylgan – Kenty Baba – Sultan Epe – Kapamsay Canyon (Sartas)

Si lascia l’hotel partendo con le jeep ed i rifornimenti in direzione nord, iniziando l’avventura! La prima sosta è a Zhygylgan, un gigantesco anfiteatro circolare di circa 4 km di ampiezza a breve distanza dal Mar Caspio. Qui si lasciano le auto e si scende con una piacevole passeggiata di un paio d’ore in tutto nel cratere, dove si trovano fossili ed impronte di dinosauri, fino a raggiungere un pittoresco lago a forma di cuore. Il pranzo è con vista dalle falesie ai margini dell’anfiteatro roccioso. Da qui si prosegue per la necropoli di Kenty Baba, un antico luogo di sepoltura, e si giunge alla moschea sotterranea di Sultan Epe, il santo patrono dei marinai. Si prosegue verso il canyon di gesso di Kapamsay, dove con un poco di fortuna si possono individuare i nidi appartati delle aquile. Si entra nel canyon dalla foce e, dopo una piacevole passeggiata, ci si sposta per la notte nel vicino campo yurte di Sartas; si ha così modo di scoprire la tradizionale dimora dei popoli nomadi di queste regioni. Il percorso di guida oggi è di circa 135 km, in parte fuoristrada, circa quattro ore.

Lunedì 21 settembre Sartas – Shakpak Ata – Ak Maya – Torysh – Kokala – Sherkala – Samal Aul

Si riprendono le jeep arrivando in breve a Shakpak Ata, dove si visita la moschea sotterranea le cui pareti sono ornate da iscrizioni arabe, colonne scolpite e nicchie consumate dagli agenti atmosferici in forme strane. Si prosegue per Ak Maya, o “Cammello Bianco”, una fantastica cresta di rocce bianche, e da qui si continua verso sud est per Torysh, uno dei luoghi iconici della regione: “La Valle delle Sfere”, cosparsa di centinaia di gigantesche palle di pietra, alcune delle quali con un diametro superiore ai 2 metri, il risultato di processi che hanno avuto luogo nelle profondità dell’antico oceano Tetide milioni di anni fa. Si esplora questo magico luogo e si pranza qui. Il viaggio prosegue giungendo a Kokala, una piccola gola con bizzarre rocce luminose, dove si mescolano strati multicolori di calcare, argilla ed antichi sedimenti. Si giunge così a Sherkala, il “Leone della Roccia”, uno straordinario sperone calcareo alto più di 300 mt che si erge sull’altopiano deserto che, da alcuni angoli, ricorda un’enorme yurta. Qui si fa una piacevole passeggiata ascoltando la guida evocare antiche leggende locali. Una di queste narra che in un tempo antico i cavalieri nomadi locali si difesero su di esso da terribili nemici giunti a conquistare la regione; combatterono valorosamente come tigri finché gli ultimi difensori della montagna, sopraffatti dai numerosi nemici, si nascosero nei cunicoli e nei passaggi sotterranei all’interno del monte, dove rimasero per sempre. Il luogo divenne così un simbolo della regione e sinonimo di indipendenza ed eroismo e, per questo, viene anche chiamato la “città delle tigri”. Completa la giornata la visita all’oasi di Samal, dove vi è il campo yurte che utilizza per la notte, casa di una famiglia di ospitali pastori kazaki dove prosperano cammelli, cavalli ed ovini, si può sorseggiare un tè ed assaggiare i cibi da loro prodotti, inclusi i formaggi fatti col latte di cammella, una vera prelibatezza, e si assiste ad una rappresentazione folcloristica con danze e costumi locali. Il percorso di oggi è di circa 150 km, in parte fuoristrada, circa quattro ore di guida.

Martedì 22 settembre  Samal – Valle di Airakty – Shetpe – Tuzbair

La prima tappa di oggi (circa 10 km di fuoripista) sono le montagne di Airakty-Shomanay, che con le loro forme ricordano castelli fiabeschi con guglie, torri, colonnati e mura di cinta. Da qui si raggiunge la località di Shetpe (20 km su strada) dove si trova un piccolo museo che racconta la mitologia tradizionale turca (Tengrianesimo), con un’interessante raccolta di rappresentazioni di personaggi demoniaci. La nostra guida illustra i contenuti particolari di queste tradizioni, utilizzando anche un costume. Si prosegue quindi verso sud est arrivando al lago salato di Tuzbair: una maestosa creazione di elementi naturali delimitato dalle frastagliate bianche formazioni dell’altopiano di Ustyurt. Prima di scendere lungo le rive del lago si raggiunge un punto panoramico da cui si gode una vista mozzafiato del paesaggio circostante. Osservando dall’alto la distesa salata è difficile immaginare che questa arida regione, che i locali dicono essere simile alla raggrinzita pelle di cammello, fosse un tempo l’antica Paratetide, un ramo separato dell’oceano Tetide. Prima di dirigersi verso il punto più basso di questa immensa estensione si esplora l’area alla ricerca di antichi fossili, come ammoniti o denti di squali. Milioni di anni fa infatti qui vivevano molluschi, crostacei, balene e delfini, ma con il tempo l’acqua è scomparsa. Si scende quindi sul fondo del lago passeggiando al tramonto sulla piatta crosta di sale al bordo della candide, coreografiche falesie; si pone qui il campo per la notte. Il percorso da Shetpe è di circa 100 km, in parte fuoristrada, con un tratto che si svolge lungo i ripidi margini dell’altopiano che si affaccia sulle distese di sale.

Mercoledì 23 settembre Tuzbair – Boszhyra

Si lascia la magia del lago salato spostandosi verso sud ovest per circa 75 km raggiungendo uno dei luoghi più iconici di tutta la regione: la valle di Boszhyra. Qui madre natura (o la mano di Dio per altri) ha dato completa libertà alla sua immaginazione, creando un paesaggio soprannaturale il cui unico custode è un vento solitario che sembra vegliare sulla pace. Si esplorano tutti i punti panoramici più belli con un percorso di circa 65 km, assaporando questo meraviglioso insieme che ci ha regalato la Natura. Si arriva con le jeep all’imbocco di un sentiero che porta in cima ad un colle e prosegue fino ad un punto panoramico spettacolare a picco sulle formazioni della valle, una visione imperdibile a 360° su tutta la zona, forse ancora più impressionante di quello che è si già ammirato arrivando qui. Con un po’ di fortuna di avrà modo di scovare i nidi d’aquila nascosti tra le rupi. Si allestisce il campo in una conca protetta dal vento; la sensazione è di trovarsi sulla luna e, alzando gli occhi al cielo, si potrà ammirare un maestoso cielo stellato.

Giovedì 24 settembre  Boszhyra – Karyn Zharyk

Le spettacolari falesie di Karyn Zharyk sono situate nel nulla a sud ovest di Boszhyra; per raggiungerle si segue un percorso di circa 150 km su asfalto e di circa 50 km di fuoripista, quattro ore e mezza in tutto. Potrebbe essere necessario, prima di tuffarsi a sud ovest, fare un rifornimento di benzina ed acqua. Si esplora la zona godendo di scenari spettacolari; si pone qui il campo.

Venerdì 25 settembre  Karyn Zharyk – Bokty – Kyzylkup

Si torna verso nord ovest, non lontano dalla regione di Boszhyra, arrivando al monte Bokty, una piramide tronca alta circa 150 metri raffigurata anche sulla banconota kazaka di 1000 tenge, dove si sosta fino al pranzo avendo modo di esplorare le falde del monte, adorno di magnifiche stratificazioni colorare e di gesso bianco. Si prosegue poi per Kyzylkup, dove ci si trova di fronte a degli strati sedimentari di colorazione bianco e rosa che formano un insieme estremamente armonico, che qualcuno ha voluto denominare in modo carino ma molto riduttivo “tiramisù”. Si esplora la parte più pittoresca di questo inimmaginabile insieme con una bella passeggiata che porta fino alle creste dei colli, con visuali eccezionali. Pernottamento in campo immersi in questo pittoresco scenario. La tappa prevede  circa 50 km di fuoripista; tempo complessivo stimato quattro ore e mezza.

Sabato 26 setembre  Kyzylkup – Shopan Ata – Zhanaozen – Karagie – Fattoria delle capre – Aktau

Al mattino prima di partire si passeggia nei dintorni, assorbendo la bellezza del luogo. Si prosegue poi per la moschea sotterranea Shopan Ata, situata accanto ad una vasta necropoli e frequentata, secondo la leggenda, dal discepolo del grande Khoza Akhmed Yasaui, il poeta mistico più famoso del Kazakistan. Si inizia quindi il percorso di rientro verso Aktau; si osserva il monumento della prima pompa petrolifera situato nei pressi della cittadina di Zhanaozen, capitale dell’industria petrolifera kazaka, dove si sosta anche per il pranzo in un ristorante locale. Qui il piatto paesaggio è dominato dai numerosi pozzi con pompe a cavalletto. Proseguendo, sempre verso ovest, si sosta per porre lo sguardo verso la depressione di Karagie, che arriva a meno 132 metri sotto il livello del mare, il punto più basso del Kazakistan. Prima dio arrivare in città si visita una fattoria di pastori kazaki il cui armento principale sono le capre, dove si gusta un tour gastronomico di formaggi artigianali, vini ed altre delizie della cucina regionale. Arrivo  ad Aktau,  cena e pernottamento in Hotel. Il percorso di quest’ultima tappa richiede circa cinque ore di guida.

Domenica 27 settembre  Aktau – Roma/Milano

Prima colazione e trasferimento in hotel in tempo utile per il volo di rientro come da seguente operativo voli:

OPERATIVO IN VIA DI DEFINIZIONE

Arrivo, ritiro dei bagagli e FINE DEI SERVIZI

 

Quota di partecipazione: 3860 euro

 

La quota comprende:

  • Volo di linea in classe economica
  •  Viaggio in 4 x 4
  • Pernottamento in Hoyel, campi mobili e yurte come da programma
  • pensione completa
  • Tutti gli ingressi
  • Guida locale in lingua italiana
  • Accompagnatore Dogmatours
  • Assicurazione medico sanitaria

La quota non comprende:

  • Assicurazione annullamento viaggi ( facoltativa )
  • tasse aeroportuali 260 euro
  • il supplemento per la singola 390 euro
  • le bevande, le visite e le escursioni non in programma
  • le mance e tutto quanto non indicato alla voce “la quota comprende”.

 

COSA DEVI SAPERE PRIMA  DI FAR PARTE DI QUESTO VIAGGIO

Il viaggio richiede un certo spirito di adattamento: il Mangystau non è una zona “turistica”, le prime esplorazioni della regione sono tutte recenti. Si segnala che l’ordine di visite ed escursioni in ciascuna località può essere variato per esigenze organizzative e meteorologiche. Ad Aktau si alloggio presso il miglior hotel della città mentre durante il resto del tour si dormirà per quattro notti consecutive in campi mobili allestiti dai nostri assistenti e due notti in campi fissi di yurte (presso uno dei campi yurte sono anche disponibili delle stanze). Per i campi mobili vengono fornite tende del tipo ad igloo per due persone o per uso singola; se si usa la tenda da soli non c’è un costo extra. Vengono forniti sacco a pelo, materassino e coperta. Se si preferisse, con un extra l’organizzazione può fornire tende più grandi, dove si può stare in piedi, dotate di lettini da campo. Nei campi mobili vengono installati bagni ecologici e doccia (entrambi in tenda). Per le notti nelle yurte si utilizzano tende fisse da 3/4/5 letti. I Kazaki sono molto orgogliosi della loro cucina e lo staff locale, dotato di un apposito autoveicolo a supporto, si adopererà per offrire quanto di meglio offre la regione a livello culinario. È possibile richiedere un menù vegetariano per l’intero viaggio (formaggi, uova, verdure, funghi e altro). Per gli spostamenti si utilizzano veicoli tipo Toyota Land Cruiser 200, o Toyota 4Runner o Toyota Prado che trasportano al massimo tre passeggeri per veicolo. Si prevedono quotidianamente delle passeggiate e piacevoli camminate (le più lunghe saranno a Zhygylgan, Beket Ata e Boszhyra, con circa 2-3 ore di cammino), quindi si consiglia di avere con sé delle scarpe leggere da trekking. Ci si aspetta un clima secco e non eccessivamente freddo, con massime di circa 20/25° e minime notturne di circa 8°. Si segnala la mancanza della connessione internet durante il tour, il wi-fi è presente solo ad Aktau.

 

 

Autore Articolo

client-photo-1
Mimmo Ventola